
Si parla di cooperazione internazionale o...?
Leggiamo dal libro di ALEX ZANOTELLI “ KOROGOCHO Alla scuola dei poveri “
Vediamo allora come è nata la legge dei 1900 miliardi, la Legge 73 del 1985, dalla quale è scaturito il Fai (Fondo aiuti italiani). Tutto è partito dai socialisti di Craxi, i quali volevano prendere saldamente in mano il problema della cooperazione, della fame, perché più che dalla fame dell'Africa erano tormentati dalla fame di soldi. Avevano organizzato un gruppo di tecnici e avevano già preso contatti, l'anno prima della legge, con molti governi africani. La cosa mi è stata
confermata dal sottosegretario agli Esteri di allora. Mario Raffaelli me l'aveva raccontato in maniera informale: l’anno prima della legge ero in giro per le capitali africane e ovunque sottosegretari agli Esteri degli stati africani mi stringevano la mano perché in Italia avevamo un sottosegretario per la lotta alla fame. Lui stesso se ne stupiva: “Non c'è in Italia un sottosegretario per la lotta alla fame!”. I socialisti avevano già predisposto il loro piano e i loro uomini. È chiaro che da soli non ce la potevano fare a lanciare una legge sulla lotta alla fame nel mondo, avevano bisogno dei radicali.
Quindi hanno proposto loro di entrare a far parte di questo carrozzone. I radicali erano già noti all'opinione pubblica come i paladini della lotta alla fame. Desideravano giocarlo questo ruolo, e l'hanno giocato bene!
I radicali hanno coperto i socialisti. Radicali e socialisti da soli non potevano far passare la Legge 73 in Parlamento, avevano bisogno della Democrazia cristiana perché era il partito più potente.
Ora, il presidente della DC era Piccoli, e le relazioni tra Piccoli e Pannella non erano buone.
Pannella andava in giro per tutta Italia a raccontare i vari, strani legami tra Piccoli e Pazienza.
Piccoli aveva avuto a che fare anche con la liberazione di Ciro Cirillo “assessore democristiano alla Regione Campania” . Per uscire da tutte queste storie, ha accettato di montare sul "carrozzone" della lotta alla fame. Dopodiché Piccoli è diventato “il nostro beneamato presidente della Democrazia cristiana". E i partiti di maggioranza si misero a strombazzare per far passare la legge:
si trattava di un bel gruzzolo, 1900 miliardi di lire italiane per lottare contro la fame in Africa.
La "nostra fame", la fame dei partiti al potere diventava sempre più evidente. I socialisti di Craxi erano all'avanguardia in questo. "Altro che fame nel mondo!" affermava l'editoriale di "Nigrizia".
"Forse sarebbe più opportuno chiederci a che punto è giunta la nostra fame..."
E cosi il 'sistema' continua a girare. A noi era del tutto chiaro come avveniva la cosiddetta "cooperazione italiana: era un grande affare soprattutto per le nostre compagnie, ditte che, a seconda dei loro legami partitici, venivano retribuite con progetti, contratti, lavori. Era la spartizione della torta!!.
È certo che intorno a questo progetto si sono coagulate strane convergenze scrivevamo già nel maggio 1984. Troppo strane perché non sorga il sospetto di strumentalizzazioni da parte di certi politici. Altro che lotta alla fame nel mondo. Avevamo toccato l'incredibile intreccio tra affari e politica: Tangentopoli, che scoppierà sei anni dopo, c'era già tutta. Bastava che un magistrato avesse iniziato a investigare sulla cooperazione... I missionari facciano i missionari tuonava Craxi da Milano che si i fece dare 500 miliardi di lire per la Somalia, da sempre feudo socialista.
Basta leggere il libro dei giornalisti di Famiglia Cristiana su Ilaria Alpi, Un omicidio al crocevia dei traffici, per capire quello che è avvenuto in Somalia. Dalle testimonianze di Mauro Rostagno appare chiaro che tra il 1985 e il 1990 da Roma partivano aerei militari carichi di viveri con destinazione Somalia. Gli aerei atterravano in Sicilia, dove venivano svuotati dei viveri e riempiti di armi. Poi ripartivano alla volta della Somalia. Dietro questo traffico c'era l'accordo con il
governo somalo di poter scaricare, in mare o sul suolo del paese, rifiuti tossici italiani. Secondo tale ricostruzione l'operazione era resa possibile dalla collaborazione tra mafia, servizi segreti e cooperazione italiana.
da ALEX ZANOTELLI “KOROGOCHO Alla scuola dei poveri “ edizione Feltrinelli parte II° pag. 108
e lo scandalo continua
La finanziaria del 1995 prevedeva una offerta del 5 per mille , da parte del contribuente da destinarsi alle organizzazioni che operano nel campo del volontariato. Sono stati raccolti oltre 400 milioni di euro che non sono mai stati distribuiti ai legali titolari.
Dove sono finiti quei soldi? Qualcuno sostiene che sono stati provvisoriamente impiegati per far fronte alla provvisoria crisi di liquidità dell'ALITALIA , Cosa c'è di vero?
La finanziaria del 1996 aveva abolito la donazione del 5 per mille, ma in seguito alle pressioni delle organizzazioni del volontariato, veniva successivamente reintrodotto, stabilendo , però , un tetto massimo di 200 milioni di euro. Ora , considerando che era prevedibile che la cifra globale devolute alle organizzazioni umanitarie avrebbe superato la quota di 600 milioni di euro , è facile dedurre che lo Stato Italiano avrebbe riconosciuto alle organizzazioni umanitarie non più di un
terzo di quanto incassato !
In ogni caso non un EURO delle offerte del 5 per mille relative agli anni 2005 e 2006 è stato ancora distribuito alle organizzazioni umanitarie !!!
E per concludere :
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CERVIA, 15 Maggio 2007